Architettura
Palazzo di Diocleziano: 1.700 anni di un edificio a Spalato
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Le città romane di solito sono rovine che si visitano col biglietto. Il Palazzo di Diocleziano no. Ci si abita, ci si lavora, ci si fa la spesa e ci si cena, e i suoi corridoi sono per qualcuno il tragitto quotidiano verso l'ufficio. È questa differenza a rendere Spalato insolita, ed è anche la ragione per cui il monumento si è conservato così bene.
Una residenza imperiale, finita intorno al 305
Il palazzo fu costruito per l'imperatore Diocleziano sulla costa vicino alla sua terra d'origine e occupato intorno all'anno 305, quando lasciò il potere. Diocleziano fu l'unico imperatore romano ad abbandonare volontariamente il trono e a invecchiare da privato cittadino, in un edificio che aveva fatto erigere proprio per questo.
Era per metà accampamento militare e per metà villa sontuosa: un rettangolo cinto da mura con quattro porte, strade che si incrociano ad angolo retto e gli appartamenti imperiali rivolti al mare. Copre circa quattro ettari, all'incirca dieci campi da calcio.
La città che entrò nel palazzo
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente il palazzo non fu abbandonato. Accadde il contrario: gli abitanti della vicina Salona, in fuga dalle incursioni, si insediarono dentro le mura e trasformarono sale, corridoi e cantine imperiali in case, strade e piazze.
È questa occupazione mai interrotta la ragione per cui oggi il palazzo è uno dei monumenti romani meglio conservati al mondo. A salvarlo non è stata l'archeologia ma i residenti: i muri stanno in piedi perché erano il muro di casa di qualcuno. Dentro ci vive gente ancora oggi.
Che cosa se ne vede oggi
Il Peristilio è la piazza centrale del palazzo, il cortile cerimoniale circondato da colonne corinzie dove l'imperatore si mostrava ai sudditi. Oggi è la parte più viva del centro storico, e la piazza su cui si trova il Lvxor.
Tre cose visibili da lì vanno capite insieme. La cattedrale di San Doimo era in origine il mausoleo di Diocleziano: la tomba di un imperatore che perseguitò i cristiani è diventata una chiesa dedicata a un martire cristiano del suo stesso regno. Di fronte sta il battistero, un tempo Tempio di Giove. E al bordo della piazza giace una sfinge egizia, più antica dell'intero palazzo di circa diciassette secoli.
Sotto tutto questo ci sono i sotterranei. Interrati per secoli, oggi sono percorribili e preziosi perché la loro pianta coincide con quella degli appartamenti imperiali che stavano sopra e non si sono conservati.
Da Robert Adam all'UNESCO
Il palazzo entrò nella coscienza europea anche attraverso i disegni. L'architetto scozzese Robert Adam passò diverse settimane del 1757 a misurare le rovine e pubblicò nel 1764 un sontuoso volume di incisioni che influenzò il neoclassicismo europeo. La sua veduta del Peristilio è ancora appesa alle pareti di Spalato, comprese le nostre.
Nel 1979 l'UNESCO ha inserito il Palazzo di Diocleziano e il centro storico di Spalato nella lista del Patrimonio dell'Umanità.
Come attraversarlo
Il palazzo non si visita in ordine: lo si attraversa. Entrate da nord dalla Porta Aurea, scendete al Peristilio, calate nei sotterranei e uscite sul lungomare dalla porta a sud. Sono circa quindici minuti a piedi e tutta la storia dell'edificio in un solo tratto.
Le ore migliori sono il mattino presto o la sera tardi, quando i gruppi con la guida non ci sono. Il Lvxor è aperto dalle 8 a mezzanotte, quindi copre entrambe.

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